Ostia, Canale dei Pescatori: ancora una giornata di inquinamento. Dove sono i controlli ?

Dove ha il proprio stabilimento il Presidente dell’Assobalneari ? In uno dei punti più inquinati del litorale romano, poche centinaia di metri dalla foce del Canale dei Pescatori che anche ieri ha sversato in mare liquami puteolenti dovuti a materiale organico ‘galleggiante’. Ma nessun controllo della Capitaneria di porto, per quello che ci è dato a sapere, è stato eseguito per tranquillizzare i bagnanti. E le piogge di stamattina (le prime dal 2 Luglio) hanno pulito i canali e sporcato nuovamente il mare per il secondo giorno consecutivo (nel Canale dei Pescatori giungono tutte le acque basse e medie del XIII Municipio). Eppure per l’Arpalazio, l’agenzia regionale per i controlli sulla balneazione, la foce del Canale dei Pescatori è limpida e cristallina dal 2006. Come conciliare questa disposizione con l’ordinanza del Sindaco di Roma n.48435, 16/07/1971, che poneva il divieto di balneazione allo sbocco a mare del Canale dei Pescatori, a destra a e a sinistra dello sbocco stesso ? Anche i dati dell’Arpalazio del 2009 rivelano che la foce del Canale dei Pescatori spesso e volentieri supera i limiti previsti per legge. Se questo non bastasse, il cartello di divieto di balneazione è ancora lì, sul lungomare, proprio sul Canale dei Pescatori. Altra situazione incomprensibile.

I valori riscontrati per il Canale di Palocco sono più bassi di quelli del Canale dei Pescatori, eppure per 250 metri a destra del Palocco non si può fare il bagno (siamo in zona del Secondo Cancello della spiaggia libera di Castelporziano) mentre a 250 metri dal Canale dei Pescatori, si può fare il bagno (siamo in zona dello stabilimento ‘Le Dune’ di Renato Papagni, Presidente dell’Assobalneari). Tutti sanno che il Canale dei Pescatori è inquinato: lo dicono gli stessi residenti che vivono lì da 30 anni. Come è evidente che il dragaggio della foce del Canale stesso restituisce da sempre sabbie inquinate (le ultime sono rimaste sulle banchine per anni). Viene il sospetto allora che non si faccia il dragaggio del Canale dei Pescatori perché non si sa dove smaltire le sabbie inquinate da oli pesanti, fenoli, tensioattivi, pesticidi e materiale organico. Ma viene anche il sospetto che non si possa vietare la balneazione alla foce del Canale dei Pescatori per motivi legati agli stabilimenti lì presenti. Ma alla salute dei bagnanti, chi ci pensa ?

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5 Sett 2009, nuova data: conferenza stampa/seminario su Nuova Ostia

Via Fasan, rientrano i residenti del civico 15: ma quando toccherà ai residenti dei civici 9, 23 e 29 ? Hanno anche essi gli stessi problemi di corrosione dei ferri di armatura del cemento, di cedimenti strutturali, di imbarcamento dei solai ? Non basta fare opere di puntellamento con foratini per scongiurare il pericolo di crollo strutturale paventato ai tempi della prima ispezione dei Vigili del Fuoco, il 26 Maggio scorso. Qualcosa non torna confrontando l’ordinanza di sgombero forzoso voluta da Alemanno sotto Ferragosto con le parole rassicuranti di questi giorni. Ci sono 4 punti che devono essere noti a tutti. Dopo l’approvazione del Piano Casa, l’ACER (Associazione Costruttori Edili Romani) ha apprezzato e sostenuto l’intenzione emersa di incentivare la demolizione e successiva ricostruzione degli edifici anni ’70, come le case Armellini. Inoltre tutta l’area di Ostia Ponente (o Nuova Ostia) è ancora soggetta al pericolo di esondazione del Tevere e non è stata riqualificata come invece prevedeva il PRU del 1998, interrottosi invece nel 2004. Senza parlare che il Porto di Ostia ha forti interessi che quest’area venga destinata alla ricettività alberghiera, soprattutto nell’ipotesi (non così lontana) che qui si spostino i traghetti per la Sardegna e le navi crociera con migliaia di persone. Ai 4 punti, aggiungiamo che ben 43 palazzine ex-Armellini hanno ricevuto un importo pubblico di 7,13 milioni di euro nel 2003 per la ristrutturazione: dove sono finiti questi soldi se oggi si ricorre ai ‘puntellamenti’? Sabato 5 Settembre alle ore 10:30, non più il 2, presso i locali della Biblioteca “Elsa Morante”, in Via Adolfo Cozza 7 (Ostia Ponente), si terrà una conferenza stampa/seminario su questi temi, rivelando in 90 minuti quanto ad oggi nascosto da questa Amministrazione. Verrà fornito materiale informativo a tutti i partecipanti. La conferenza stampa precederà il seminario.

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Ostia, balneazione alla foce del Canale dei Pescatori: i dati dell'Arpalazio sono attendibili ?

L’Arpalazio ha classificato la Foce del Canale dei Pescatori, in termini di inquinamento di tipo civile e agricolo, di qualità ‘scadente’, utilizzando come indicatore il Livello di Inquinamento Macrodescrittori (LIM). Addirittura nel 2004 la foce del Canale dei Pescatori era l’unico punto del litorale chiuso alla balneazione. Ciò confermava quanto già esistente fin dal 1971 (ordinanza del Sindaco di Roma, n.48435, 16/07/1971: divieto di balneazione allo sbocco a mare del Canale dei Pescatori per una estensione di mt. 200 a destra a e a sinistra dello sbocco stesso). Ma poi cosa è cambiato per rendere la Foce del Canale dei Pescatori balneabile, visto che il Canale dei Pescatori è sempre più stato utilizzato nel tempo come fogna a cielo aperto ? Ricordiamo che l’Arpalazio è un ente pubblico istituito con legge regionale n. 45 del 06.10.1998, attivo dal settembre 1999 ed operativo dall’aprile 2000. Fino a quella data i prelievi a mare erano competenza dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere. In particolare il Presidio Multizonale di Prevenzione aveva effettuato per ben venti anni prelievi sistematici dei campioni di acqua marina, ai fini di accertarne l’idoneità per la balneazione, con le stesse modalità attuali (per ogni punto di prelievo, individuato dalla Regione Lazio, il PMP prelevava, dal 1 aprile al 30 settembre di ogni anno, 12 campioni bimensili, facendo riferimento agli stessi parametri, come, per esempio, per i coliformi fecali, il cui valore limite è pari a 100 in 100 ml). La stessa Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha da sempre definito (fino al 1999, quando l’urbanizzazione dell’entroterra era decisamente inferiore ad oggi) il Canale dei Pescatori a ‘marcato inquinamento’, riferendosi ai valori ‘fecali’. Ora il controllo delle acque adibite alla balneazione era ed é sempre effettuato applicando il Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470. Questo prevede che nel caso in cui, durante i campionamenti periodici, le analisi rilevino risultati non idonei rispetto ai limiti

consentiti per la balneazione, debbano effettuarsi ulteriori analisi aggiuntive su cinque campioni prelevati in giorni diversi e nello stesso punto in cui si siano avuti risultati non favorevoli, nonchè effettuare ulteriori prelievi nelle zone limitrofe per la determinazione della zona inquinata. In tal caso, è prevista anche la possibilità di un divieto temporaneo di balneazione. Ora, dai dati dell’Arpalazio (pubblici) compare il seguente valore: Foce Canale dei Pescatori, 2 aprile 2009, Coliformi fecali=1000, Streptococchi fecali=1000. Invece che 100, cioè 10 volte di più. E analoghe situazioni sono accadute negli anni precedenti, in mesi differenti. Dove sono i dati relativi ai prelievi aggiuntivi ? L’unico che ritroviamo è quello del 18 aprile 2009, che addirittura restituisce valori di Streptococchi fecali nulli ! Beh, se in due settimane si passa da 1000 a 0, qualche preoccupazione c’è. Per esempio quella di essere improvvisamente investiti, facendo il bagno alla Foce del Canale dei Pescatori, allo stabilimento Le Dune, da un’ondata di ‘cacca’ non prevista. Allora a questo punto conviene fare il bagno nel Canale stesso: si tocca sempre e non si paga il biglietto d’ingresso.

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NUOVA OSTIA, Via Fasan: da qui comincia la riqualificazione del waterfront di Ostia

Nuova Ostia: da qui comincia la vera riqualificazione del waterfront di Ostia, la striscia di terra a diretto contatto con il mare. L’edificio di Via Fasan 15 è la prima tessera a cader giù di un più complesso effetto domino che si estenderà fino all’Idroscalo e alla zona di Tor San Michele. Altro che l’orribile mostro del Polo Natatorio,incompiuto e già abbandonato a sé stesso (che una piscina all’aperto sul Lungomare sia chiusa d’Estate, dopo le promesse di Vizzani ed Alemanno di aprirla al pubblico, è imbarazzante). Ma ricapitoliamo. Il Piano di Riqualificazione Urbana (PRU) di Ostia Ponente del 1998 non prevedeva il Porto di Ostia, inaugurato a Giugno del 2001 con un investimento da 150 miliardi, grazie al raggruppamento di imprese private capitanate dal balneare Balini, sotto la Giunta Municipale di Davide Bordoni. Al Porto di Ostia hanno lavorato ditte vicine sia agli ex DS che ad AN (ancora oggi sui cartelli lavori compare il nome dell’Ing. Paolo Solvi, assessore all’Urbanistica della Giunta Orneli). A seguito dell’opera, il valore delle case è aumentato in poco tempo di un buon 25% e sono stati fatti tutti i lavori del PRU relativi alle iniziative private (come l’Hotel ARAN Blu sul Lungomare Duca degli Abruzzi, che ha ricevuto un milione in euro di contributi). Mancano però moltissime opere pubbliche: dov’è finito per esempio il progetto del Parco sportivo ? Sul finire del 2004 però il PRU si blocca. E arriviamo al 26 Maggio 2009, quando i Vigili del Fuoco accertano condizioni di dissesto delle strutture portanti dell’edificio di Via Fasan 15. Il 13 Agosto il Sindaco Alemanno firma un’ordinanza di sgombero. Il 19 Agosto il Corriere della Sera fa uscire la notizia e si alza il polverone. Il 20 Agosto viene sospeso lo sgombero e denunciati gli inquilini. Il 21 Agosto il Vice Sindaco Cutrufo (con l’Assessore Antoniozzi) sposta i residenti all’Hotel Airport ad Ostia, annunciando dalla prossima settimana i primi sopralluoghi tecnici. Nel frattempo sono stati schedati tutti gli inquilini e si parla già di “non assegnatari” (che non rientreranno nella palazzina di Via Fasan ?), mentre il “pericolo di crollo” è scomparso (non si sono fatte evacuare le palazzine affianco). La Larex Spa (proprietaria dell’edificio) non risponde e nessuno indaga sui quasi 30 milioni di euro spesi per lavori di ristrutturazione nel 2003 a favore delle case ex-Armellini. Storie di Nuova Ostia. Per questi motivi LabUr XIII sta preparando un dossier su queste presunte manovre occulte che verrà presentato a breve in una conferenza stampa. Includeremo anche il rischio esondazione Tevere presente in quest’area e classificato come ‘molto elevato’ dal Decreto Segretariale nr.51 del 23 Dicembre 2004. In pratica occorrerebbe realizzare un nuovo argine da via C.Avegno all’arginatura principale del Tevere (all’altezza dell’impianto di sollevamento del Consorzio di Bonifica) per la messa in salvaguardia idraulica di Ostia, dichiarata appunto ad alto rischio dal Piano Straordinario di Bacino. Noi aspetteremo dunque giusto una settimana da oggi, quella promessa dal Presidente del XIII Municipio Vizzani alle famiglie di via Fasan per il loro ‘presunto’ rientro.

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NUOVA OSTIA, Via Fasan: 28,52 milioni di euro, nel 2003, per risanare cosa ?

Forte con i deboli e debole con i forti. L’amministrazione Municipale dovrebbe tutelare gli abitanti del XIII Municipio ed invece il Presidente Vizzani dichiara che i residenti di Via Fasan 15, a Nuova Ostia, devono uscire dalle loro abitazioni e farsene una ragione. “Ci lasciassero lavorare!”. Neppure una parola spesa contro la Larex Spa, oggi assente e mai intervenuta sulla questione. E’ la Larex Spa che deve fare chiarezza sulla vicenda della staticità dello stabile. Ricordiamo che questa palazzina, assieme ad altre 42 su Via Fasan (13), via Picchio (9), Via Vincon (7), Via Ingrao (7), Lungomare Duca degli Abruzzi (2), Via Forni (3) e Via Baffigo (3) è stata inserita nel Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) di Ostia Ponente (datato 1998). L’intervento denominato A1 prevedeva il risanamento delle parti comuni di queste palazzine, per un totale di 28,52 milioni euro, di cui 7,13 come contributo pubblico, pari al 25% del costo documentato. Erano gli anni 2002-2003. Quindi stiamo parlando, in media, di circa 650 mila euro a palazzina (ma di 6 anni fa). Sappiamo che analoghi lavori sono stati svolti sempre sul Lungomare degli Abruzzi ma direttamente dagli inquilini, per costi oscillanti tra 250 e 300 mila euro. La metà. Ma mentre i lavori dei privati hanno avuto il loro effetto, quelli eseguiti all’interno del PRU sembra proprio di no. E’ impossibile che in 6 anni ci sia stato un degrado così forte degli elementi portanti. Ciò potrebbe far intendere che i lavori non sono stati affatto eseguiti dalla proprietà (la Larex Spa). Al contrario le palazzine (tutte e 43), da fuori, sembrano in buono stato (nessuna crepa, nessuna flessione dei solai, nessun distacco dei balconi). Sempre su Via Fasan, ai civici successivi, i lavori delle fondamenta sono stati fatti o almeno non cadono pezzi di intonaco dalle strutture portanti. Le cose da fare sono allora due. Primo, chiedere immediatamente alla Larex Spa la documentazione dei lavori eseguiti 6 anni fa (e noi lo faremo). Secondo, accertarsi (tramite carotaggi) della qualità del cemento armato impiegato nelle costruzioni (operazione che non comporta assolutamente lo sgombero dei locali). Infatti se dovesse risultare che la qualità del cemento non è quella prevista per Legge, si dovrebbe estendere il controllo anche alle altre palazzine perché le maestranze che qui edificarono sono state le stesse di quelle di Via Fasan 15. Infine, mentre è risultata esagerata la relazione dei Vigili del Fuoco e di buon senso quanto asserito dall’Ufficio Tecnico del Municipio (cioè che si può lavorare con gli inquilini dentro), altrettanto non è stata adeguata la reazione politica del Presidente Vizzani. Lui sapeva ben prima del 19 agosto l’esistenza di questa realtà, ma ha preferito tacere e rifugiarsi dietro l’inappellabilità dell’ordinanza del Sindaco Alemanno. Non poteva andare a parlare con gli inquilini subito senza aspettare i riflettori della stampa e cercando di organizzare qualcosa di meglio per la loro (eventuale) sistemazione ? In fondo il suo ruolo è quello di essere il Presidente di tutti e non di presenziare alle inaugurazioni degli impianti sportivi dei suoi ‘amici’, come è stato per Babel all’Infernetto e per il Polo Natatorio (entrambi sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Roma).

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NUOVA OSTIA: riqualificazione urbana o alberghiera ?

In sordina, come si fanno d’estate tutte le cose che devono passare inosservate. Le famiglie di Via Fasan 15 che dovranno evacuare lo stabile entro questa settimana (perchè esisterebbe il pericolo di crollo) non sono altro che la punta dell’iceberg. Tutta nuova Ostia è stata costruita male e con materiale scadente e probabilmente sta uguale o peggio dello stabile di Via Fasan. Almeno 2.000 persone sarebbero a rischio. E diciamo sarebbero perchè sono appunto 50 anni che si conoscono i problemi strutturali degli edifici. Ma perchè si comincia proprio da Via Fasan ? Tutta Ostia Ponente rientra in un Programma del 1998 di riqualificazione urbana (Art.2 legge 179/92) che prevede di riqualificare tutta l’area mediante interventi pubblici (17) e privati (8). Gli interventi pubblici riguardano le infrastrutture per la viabilità e parcheggi, piazze, verde e servizi (sociali, culturali, sanitari ed educativi). Gli interventi privati riguardano il risanamento di edifici esistenti, demolizioni e ricostruzioni e nuove edificazioni per funzioni residenziali, terziarie, ricreative e turistico – ricettive. Un po’ come successo per l’ARAN Blu Hotel (B6 in piantina). Entreremo meglio nel dettaglio nei prossimi giorni di quali manovre ci siano dietro quest’area così importante per gli ‘affari’, vicinissima al porto di Ostia ma soprattutto con un’altra peculiarità. Proprio davanti a Via Fasan sono previsti 3 interventi pubblici: una piazza pedonale in fondo a Via delle Ancore (nr.10), un centro socio-culturale in Via Fasan (nr.6) e la sistemazione viaria (nr.4). Mentre con A1 viene indicato il “risanamento delle parti comuni di 43 fabbricati residenziali”, uno degli 8 interventi privati. Ricordiamo che già dal 2003 sono terminati i lavori di recupero delle 43 palazzine di proprietà privata a Nuova Ostia, con il contributo pubblico previsto di 7,13 milioni pari al 25% del costo documentato. In altre parole, visto che a pensare male si fa peccato ma che non si sbaglia quasi mai, siamo certi che tutto questo non sia una manovra per accelerare i tempi e permettere di rilevare (a costi bassi) palazzine per farne alberghi ?

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I Mondiali del Vuoto

Alla presentazione del Village dei mondiali di nuoto (23 Aprile 2009), l’organizzazione stimava 400.000 presenze, dichiarando di aver venduto 1 milione e 600 mila euro di biglietti, di cui il 25% all’estero (salirà poi al 30%). Alla fine dei 17 giorni della XIII edizione dei mondiali di Roma ’09 sono stati venduti 124.308 biglietti, per un incasso di 3.983.101,55 di cui 553.785 euro da 1.598 abbonamenti. Gli incassi sono stati così suddivisi (fonti ufficiali): nuoto 2.333.044,15 euro (68%), pallanuoto maschile 419.476,05 euro (12%), tuffi 338.014,35 euro (10%), nuoto sincronizzato 223.862 euro (6%), per chiudere con la pallanuoto femminile 133.920 euro (4%). A parte che se si fanno le somme, mancano 19.000 euro, la cosa che si nota è che mancano, sulla previsione ben 275.962 biglietti. Un flop, anche se Malagò il 3 Agosto dichiara 152 mila biglietti. I singoli biglietti erano in vendita a 5-30 euro per le eliminatorie e 15-90 euro per le finali; per gli abbonamenti la forbice, nelle singole specialità, andava da 100 a 730 euro. Prezzi accessibili dunque. Cosa si evince ? Innanzitutto una smodata propaganda per un evento non seguito dal pubblico, enormi errori nella promozione (sono state tenute fuori le scuole e le associazioni sportive) ma soprattutto pochissimi risultati della squadra italiana (a chiamare il pubblico sono stati i due ‘mostri’ della Pellegrini e della Filippi). Per fare un esempio: i 3 ori delle ragazze hanno portato da soli quasi un quarto dell’intera affluenza. Mettiamoci pure che i 43 record (per la maggior parte dovuti ai costumi, che però saranno vietati ad inizio 2010) dovevano invogliare la gente. Così non è stato e non serve la propaganda per cambiare i fatti.

A Ostia, per le gare a mare, non era previsto il pubblico. Le uniche due tribune erano destinate ai team e ai media. In realtà ne erano previste 4 di tribune sul progetto iniziale da 225 posti ciascuna, una delle quali per il pubblico, ma così non è stato. L’unica presenza di pubblico era quella dei bagnanti sulla spiaggia. Diacetti, il Direttore Generale di Roma ’09 ha sempre dichiarato che ci sarebbe stato il pubblico tanto da prevedere uno ‘spettacolo’ di intrattenimento sulla spiaggia durante le gare dei 25 km. Addirittura è stata bandita una gara per “l’affidamento, sviluppo e gestione della Sport Production funzionale allo svolgimento e alla valorizzazione dei Campionati Mondiali di Nuoto” che comprendeva anche Ostia. Un appalto da 320 mila euro, che prevedeva esplicitamente la seguente voce: “Fornitura di un programma specifico di intrattenimento del pubblico per tutta la durata dello svolgimento del nuoto di fondo (sei ore circa), con, a mero titolo esemplificativo, collegamenti periodici con il campo di gara, telecronaca continua, intervalli musicali, ecc. Punti da 0 a 10.” Non è mai stato fatto. E i soldi ? La presentazione delle offerte scadeva alle ore 12,00 del giorno 5 maggio 2009. E’ stata aggiudicata l’11 maggio ma non si sa a chi. Come non si conosce la ditta vincitrice dell’altra gara (680.000 euro) che ha allestito le strutture sulla spiaggia. Addirittura qui sarebbe mancato il servizio di catering, stimato fra pasti “al sacco” e pasti serviti al tavolo, computato a persona per 5 giorni di gara e considerato per 350 persone. Senza parlare dei maxi schermo. Quello sulla spiaggia non dava alcun filmato della gara, mentre quello esterno, si (che non ha visto nessuno).

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Nuovi campioni senza piscine

Tutti contenti ed entusiasti per lo splendido oro di Alessia Filippi, atleta romana di Tor Bella Monaca (e l’inflessione dialettale del padre lo ricorda ancora oggi…). Esplosa nel 2005 ed entrata poi nelle Fiamme Gialle, è stata costretta a fare 80 km al giorno per allenarsi nella piscina del Foro Italico, per poi trasferirsi all’Infernetto ed usufruire della piscina della Guardia di Finanza. Che oggi Alemanno e Morassut elogino Barelli, Presidente della FIN dal 15 ottobre del 2000, riconfermato per il quadriennio 2009-2012 con il 95,45% dei consensi all’Assemblea elettiva di Roma del 18 ottobre 2008, “per lo splendido lavoro fatto”, ci fa cadere le braccia. Neppure con questi Mondiali di Nuoto si sono premiati i quartieri ‘popolari’ di Roma, culla dei veri atleti, come la Filippi. Tor Bella Monaca (65.000 abitanti) è rimasta e rimarrà senza piscine da 50 metri. Eppure per rendere ‘produttiva’ una piscina occorre un bacino di utenza di circa 30 mila abitanti: non è certo il caso della nuova piscina (da 50 metri) del Circolo della Canottieri Aniene il cui Presidente è Giovanni Malagò, Presidente anche del Comitato Organizzatore dei Mondiali di Nuoto Roma ’09. Ah, dimenticavamo. In realtà era previsto per i Mondiali un nuovo impianto vicino a Tor Bella Monaca: la città dello Sport di Tor Vergata …

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Mondiali di Nuoto, Ostia: senza pontile, pubblico e bandiere italiane.

XIII Municipio, 22 Luglio 2009 – Un Mondiale di Nuoto, quello della gare in acque aperte tenutosi ad Ostia, senza un pontile di partenza, senza la presenza del pubblico e senza bandiere italiane sventolanti. Un’immagine raffazzonata di qualcosa che poteva essere un evento ma che si sta dimostrando essere, ogni giorno, sempre di più, la continuazione delle scelleratezze compiute al Polo Natatorio di Lungomare Caio Duilio. Dopo la mareggiata che ha distrutto un pontile di partenza mal costruito e mai collaudato, sono passati 4 giorni e che cosa si è realizzato in sostituzione, associandolo all’imbuto di arrivo ? 4 boe, 2 gialle e 2 rosse, e uno striscione legato a due dei pochi pali di fondazione superstiti.

Tutto regolarissimo, visto che le partenze devono essere esclusivamente dall’acqua e che l’arrivo deve essere segnalato con boe galleggianti in modo da costituire un imbuto, con in fondo un traguardo fisso da toccare, facilmente individuabile (muro o tabellone), situato in acqua della misura minima di mt. 3x 1.50 posizionato ad un massimo di cm. 50 sopra il pelo dell’acqua. Ma allora perché non lo si è fatto subito ? Si sarebbero risparmiati 70.000 euro. Analogo discorso per il sistema di cronometraggio, ieri fortemente improvvisato (altri 30.000 euro buttati durante la mareggiata per una gravissima negligenza da parte dell’organizzazione). Lo stesso dicasi per il pubblico. Inizialmente doveva esserci una tribuna ad esso dedicata, poi è scomparsa, poi si è detto che ci sarebbe stato l’ingresso a pagamento, infine ieri non era pronto nulla.

Un nastro bianco/rosso delimitava il tratto di spiaggia prospiciente le tribune destinate solo ai team e alla stampa, il pubblico se voleva poteva assistere dalle spiagge confinanti. Il risultato è che non c’era nessuno, solo i bagnanti incuriositi e neppure tanti. Molti non sapevano neppure che gare fossero. Abbiamo visto una sola bandiera italiana, tenuta da un bambino seduto a terra tutto il tempo, deluso di non poter sostenere la sua squadra nazionale. All’arrivo dell’australiana Gorman e del tedesco Lurz ad applaudire erano solo i componenti dei rispettivi team. Senza parlare delle boe di segnalazione del campo di gara ‘incerottate’ all’ultimo minuto per coprire gli sponsor, del divieto di balneazione esteso oltre i limiti imposti dalla Capitaneria di Porto (prendevano ben 6 stabilimenti su ogni lato, invece che 3), della ‘secca’ successiva alla mareggiata che aveva invaso parte del campo di gara o del palinsesto della RAI che ieri portava orari sbagliati delle partenze (ma il Comitato Organizzatore cosa ci sta a fare ?).

Tutto questo mentre sorge il dubbio che la piscina del Polo Natatorio di Ostia non sia ‘esattamente’ lunga 50 metri, come dovrebbe essere da omologazione FIN. In altre parole, tutti sapevano che il mare di Ostia non è certo il più idoneo per le gare in acque aperte ma con un minimo di organizzazione si poteva fare qualcosa di eccezionale per rilanciare il litorale romano. Ed invece scegliere Ostia è servito solamente per poter giustificare l’edificazione di un Polo Natatorio, futuro Centro Federale FIN, primo tassello di una serie di pesantissime costruzioni su tutto il Lungomare. Come ci ha promesso lo stesso Presidente del XIII Municipio, Vizzani, prima contrario al Polo, oggi invece forte sostenitore di quest’opera. Saranno stati i poteri del futuro decentramento amministrativo a convincerlo del contrario ?

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Mondiali di Nuoto: i danni della mareggiata si potevano evitare.

Ieri pomeriggio alle 17:02 sono state ritirate in spiaggia le boe che delimitavano il campo per le gare di fondo ad Ostia. Ci è stato detto che erano posizionate erroneamente. Abbiamo informato che le previsioni davano cambio di vento a Maestrale e che anche il pontile con le piastre di cronometraggio andava tutelato. Invece sono proseguiti i lavori. Si poteva evitare almeno il danno della mareggiata, anche se ci chiediamo se il pontile (appena terminato) fosse stato collaudato e comunque realizzato a norma. Il sospetto è che il tavolato fosse solo poggiato sulle traverse posizionate sui pali di fondazione. Non è possibile che non si sia pensato a un sistema di realizzazione del pontile che potesse sostenere il moto ondoso essendo l’area posizionata in mare aperto ma comunque a riva. Ci riserviamo di riportare il fatto in un esposto sia alla Procura che alla Corte dei Conti, visto che anche qui i lavori utilizzano soldi pubblici.

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