OSTIA, SPIAGGE LIBERE: LA “INGORDIGIA” DI SALAMONE

IMG-20220624-WA0014L’ingordigia (traduzione di “Greed”) mette in difficoltà Federico SALAMONE, titolare della “Ostia Holiday S.r.l.s. Unipersonale”, affidataria dei servizi per la balneazione presso il Lotto 1 delle spiagge libere di Ostia Ponente, compreso tra i civici 42 e 60 del lungomare Duca degli Abruzzi (la c.d. “spiaggia rossa”). Infatti i cartelli della sedicente “Greed IMG_20220624_190220Lounge Beach” di SALAMONE sono stati senza alcuna autorizzazione posizionati anche presso la c.d. “spiaggia grigia”, a ridosso delle mura del Porto Turistico di Roma, ingannando il cittadino.

Inoltre Federico SALAMONE, come affidatario solo di servizi, non ha alcun titolo per posizionare strutture (seppure leggere, rimovibili) sull’arenile, fossero anche passerelle o vele per le zone d’ombra. In altre parole, SALAMONE non ha la gestione della spiaggia.

Dopo oltre un mese nessuno se ne è accorto, neppure gli uffici municipali rappresentati da Carla SCARFAGNA, Rosa RUGARI e Massimo CATÀ.
Addirittura è stata inviata da SALAMONE, all’Agenzia delle Dogane, una comunicazione con lo stesso errore di spiaggia (grigia, non rossa, poi rettificato) ex art.19 del d.lgs. 374/90, necessaria per posizionare strutture sull’arenile. Tale ‘comunicazione’ non è la richiesta di ‘autorizzazione’ per realizzare il rimessaggio dei lettini e degli ombrelloni (tenuti per adesso accatastati illegalmente sulla spiaggia).

La ‘comunicazione’ di cui sopra ê in fase di istruttoria dunque non esiste nulla di analogo, già GridArt_20220624_192011281ottenuto, per tutte le altre strutture che occupano la spiaggia (in foto) e che impediscono di fatto al cittadino una libera fruizione dell’arenile, trasformato in una leziosa scenografia.

Vanno rimossi tutti i cartelli sulla “spiaggia grigia” e tutte le strutture sulla “spiaggia rossa”. Questo dice la legge. Anche ad Ostia.

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PORTO DI OSTIA: POSTI BARCA E NEGOZI RIMANGONO ALLO STATO MA GLI EX PROPRIETARI NE PAGANO LA GESTIONE

IMG-20220621-WA0010Proprietari di posti barca e negozi senza certezze, una concessione del 2007 tutta da rivedere ed il comune di Roma in ritardo di 2 anni sulla gestione amministrativa di un bene demaniale in degrado lasciato in mano a una discutibile amministrazione giudiziaria.

Inizia nel caos la sfida del riutilizzo da parte dello Stato del Porto Turistico di Roma, la cui confisca definitiva, operata dalla Guardia di Finanza, è avvenuta il 5 agosto 2021, 5 anni dopo il maxi sequestro del 2016. Il patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore di 460 milioni di euro, è ora in mano alla “Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei Beni Sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” (ANBSC), risultando registrati presso il Sistema Informativo ReGio (ex art. 110, c.2 del D.Lgs. 159/2011).

Ricordiamo che i beni confiscati appartenevano a diverse società:

  • PORTO TURISTICO DI ROMA SRL (08271571005): locazione aree e posti barca, gestione spazi in concessione (amm.re giudiziario: Donato Maria PEZZUTO)
  • GESTIONE SERVIZI PORTO DI ROMA SRL (08501221009): gestione della marina e dei servizi portuali a favore dell’utenza e di terzi nonché delle unità immobiliari locate o vendute presenti all’interno del porto (amm.re giudiziario: Stefano CAVALLARI)
  • ATTIVITA’ TURISTICHE IMPRENDITORIALI SRL (04988851004): gestione complesso immobiliare di proprietà all’interno del porto turistico (amm.re giudiziario: Donato Maria PEZZUTO)
  • PORTO DI ROMA IMMOBILIARE SRL (09671451004): affitto e gestione di immobili di proprietà (società in liquidazione) (amm.re giudiziario: Simone ZECCA)

Il 18 marzo 2022 il Consiglio Direttivo dell’ANBSC, con specifica delibera, ha dichiarato, ai sensi del comma 15 ter, art. 48 D.lgs. 159/2011, “la natura aziendale del compendio immobiliare (proprietà superficiaria), venendo quindi meno per tutti i titolari dei diritti di utilizzo gli effetti pregiudizievoli di cui al 4° comma, art. 52 D.lgs. 159/2011”.

In tal modo l’ANBSC, previo accordo con la Conservatoria dei Registri Immobiliari – Roma 1, potrà ordinare (ma non si sa quando) la cancellazione “di tutte le trascrizioni pregiudizievoli al fine di assicurare l’intestazione del bene in capo alla medesima societa‘”. In altre parole, i posti barca e i negozi, così come gli altri immobili, saranno esclusi tra quelli in disponibilità dell’ANBSC e dunque a Patrimonio dello Stato, tornando agli attuali titolari. Tutto però rimarrà fermo fino a quando non si concorderanno tra l’ANBSC e la Conservatoria le modalità operative.

Solo dopo la ‘cancellazione’ della misura di confisca dal singolo bene, i proprietari torneranno infatti ad avere piena disponibilità su di esso, compresa la eventuale compravendita. Nel frattempo i titolari continuano invece a pagare, in quote millesimali di proprietà (non ancora restituita) le salatissime spese di gestione del porto, aumentate quest’anno di ben 40.000 euro. Insomma, una sorta di mega condominio a cui non viene riconosciuto alcun diritto ma solo il dovere di pagare i beni delle società confiscate dallo Stato (che non sborsa un euro ma che si è preso, finora, l’intera proprietà).

Un controsenso tutto italiano ancora più grottesco se confrontato con le parole pronunciate il 16 giugno 2022 dal direttore dell’ANBSC, prefetto Bruno CORDA, durante la tredicesima riunione del Gruppo di lavoro intergovernativo sulla prevenzione della corruzione delle Nazioni Unite presso il Centro internazionale di Vienna. Un intervento che ha presentato il modello italiano in materia di utilizzo istituzionale e sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, come “unico a livello internazionale per volume e complessità”.

Forse al prefetto Bruno CORDA deve essere sfuggito il caso del Porto Turistico di Roma non solo per l’ingiustizia sopra descritta ma soprattutto per un enorme problema amministrativo che l’amministrazione giudiziaria ha volutamente ignorato seppure informata già nel 2017 da un dettagliato esposto di LabUr.
Nell’esposto si poneva il quesito sulla regolarità del cambio di titolarità della concessione marittima rilasciata nel 2001 e intestata alla ATTIVITA’ TURISTICHE IMPRENDITORIALI SPA (costruttrice del porto, poi diventata SRL), avvenuto nel 2007 a favore della PORTO TURISTICO DI ROMA SRL (tuttora concessionaria) mediante un regolamento regionale relativo alle concessioni demaniali fluviali e lacuali e non a quelle marittime, come avrebbe dovuto essere. La illegittimità della voltura concessoria azzera la confisca dei beni non essendo questi in disponibilità della società PORTO TURISTICO DI ROMA SRL. Addirittura il porto sarebbe senza concessione e dunque in mano alla Regione Lazio.

E qui l’ultimo tassello: chi dovrebbe autorizzare la nuova concessione del porto? Con legge della Regione Lazio nr.1 del 27 febbraio 2020 (art.7, c.7, lett c, nr 1) si è introdotta la delega ai comuni per il rilascio delle concessioni dei beni del demanio marittimo relativi ai porti turistici, prima materia di competenza delle regioni. Peccato che il Comune di Roma non abbia ancora (dopo due anni) organizzato una struttura in grado di svolgere tale nuova funzione. Solo in una recente riunione ad inizio giugno, il comune avrebbe inspiegabilmente indicato in Nicola DE BERNARDINI, ex direttore del Municipio Roma X e attuale vice Capo Gabinetto Vicario, il funzionario in grado di gestire tale complessa situazione, neppure ricorrendo (come è prassi) a un ufficio di scopo più articolato. Ricordiamo che DE BERNARDINI fu spostato da Ostia a Roma dopo la non felice gestione delle spiagge e della pista ciclabile del lungomare.

Intanto mentre lo Stato fa i suoi affari, i cittadini (ex proprietari) pagano.

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MUNICIPIO X, STOCCAGGIO PER OLTRE 400 TONNELLATE AL GIORNO DI RIFIUTI

IMG-20220620-WA0010Lo abbiamo già discusso nell’incontro “COPX – Rete per la Conferenza dei Rifiuti del Municipio X“: una città non è tale se non ha una pianificata  destinazione delle aree per lo smaltimento dei rifiuti, cosí come una casa non è abitabile se non ha propri servizi igienici.
L’emergenza rifiuti è invece sempre stata presente a Roma e il recente incendio di Malagrotta ne rappresenta l’ultimo drammatico episodio. Sulla scia di questa emergenza, il Municipio Roma X è diventato una pattumiera a cielo aperto, grazie a iniziative di inesperti politici locali, decisioni avventate dell’AMA fino all’abuso dei poteri commissariali per il Giubileo del 2025. Non è piú ammissibile procedere cosí. Queste le aree impropriamente utilizzate per stoccare su aree pregiate oltre 400 tonnellate di rifiuti al giorno:

OSTIA
Ubicazione: davanti allo stabilimento balneare dell’Esercito Italiano (Lungomare Amerigo Vespucci, 40)
Destinazione: parco pubblico
Uso attuale: trasbordo dei rifiuti indifferenziati (fino a 150 ton/g, noleggio mezzi società GoRent)
Autorizzazione: rilasciata “in via temporanea” dal Municipio Roma X in data 31 ottobre 2019 dal direttore Nicola DE BERNARDINI, (oggi vice Capo di Gabinetto Vicario) e dal presidente e vice presidente Giuliana DI PILLO e Alessandro IEVA (oggi consiglieri municipali M5S).
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OSTIA ANTICA
Ubicazione: viale dei Romagnoli, 1167
Destinazione: sede di zona AMA (uffici, spogliatoi, autorimessa, officina)
Uso attuale (1): impianto mobile di frantumazione primaria e vagliatura dei rifiuti indifferenziati (tritovagliatore, 150 ton/g)
Autorizzazione (1): Determinazione della Regione Lazio n. G05282 del 30 aprile 2015, operante “in via temporanea” dal 3 gennaio 2018
Uso attuale (2): attività di trasferenza dei rifiuti indifferenziati, stoccaggio di 140 ton/g
Autorizzazione (2): ordinanza n.1 del 16/06/2022 del sindaco di Roma, Roberto GUALTIERI – nella veste di Commissario Straordinario di Governo “al fine di assicurare gli interventi funzionali alle celebrazioni del Giubileo della Chiesa Cattolica del 2025
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INFERNETTO
Ubicazione: lotto tra Via Porrino, Via Soffredini e Via Wolf Ferrari.
Destinazione: scuola materna, servizi assistenziali
Uso futuro: Centro di Raccolta differenziata dei rifiuti
Autorizzazione: Determinazione Dirigenziale n.rep. QL/1716/2019 del 27/12/2019 del Dipartimento Tutela Ambientale – Direzione Rifiuti e del Municipio Roma X, Mario FALCONI (PD, presidente).

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OSTIA, SKATEPARK: NESSUN EVENTO INTERNAZIONALE E NUOVI SCANDALI

foto skate parkSullo skate park di Ostia aveva ragione LabUr che già il 23 marzo 2021 documentava l’impossibilità dell’impianto a ospitare eventi sportivi internazionali. In fumo tutte le chiacchiere che volevano portare sul Litorale le qualificazioni ai giochi olimpici di Parigi 2024, che prevedono nel 2022 due eventi Street e un evento Park. Il primo, evento Street, si terrà a Roma dal 26 giugno al 3 luglio nella struttura del Colle Oppio. A confermarlo, 15 mesi dopo (11 giugno 2022), l’Assessore allo Sport capitolino, Alessandro Onorato: “la struttura di Ostia non è una struttura che tecnicamente può ospitare i mondiali di giugno”.

LE BUGIE DEL M5S
Eppure, ai tempi della giunta M5S, sia Virginia RAGGI sia Paolo FERRARA assicuravano che lo skate park di Ostia era omologabile per eventi internazionali. Proprio FERRARA (già coinvolto nello scandalo dello Stadio della Roma) il 5 maggio 2021, in Commissione Sport, affermava (“essendosi documentato sull’argomento”) che l’impianto di Ostia poteva ospitare gli eventi internazionali, confortato dall’Ing. Marco FAZZARI del Municipio X, tant’è che con mozione n. 54 del 10 agosto 2021 l’Assemblea Capitolina votò all’unanimità la candidatura di Roma per i “Campionati Mondiali di Skateboard a Roma 2022”. A quel tempo si parlava di ospitare i Mondiali ad Ostia nonostante LabUr continuasse a fornire documentazione contraria.
Addirittura, con l’arrivo della nuova giunta PD, il neo presidente della Commissione Sport, Ferdinando BONESSIO (Verdi, già coinvolto nello scandalo dei Mondiali di Nuoto a Roma del 2009), il 10 dicembre 2021 dichiarava, in presenza di Alessandro ONORATO, che “lo Skatedromo di Ostia è l’unico costruito in base alle direttive della Federazione Internazionale, gli altri impianti invece, essendo lo skateboard uno sport abbastanza recente, non rispettano del tutto i parametri tecnici definiti a livello internazionale”, sostenuto dalla stessa Federazione Italiana Sport a Rotelle (FISR) e dall’immancabile FERRARA costretto subito dopo a rettificare che “l’impianto di Ostia ha una parte di Street ridimensionata che ha caratteristiche a livello regionale, al massimo nazionale”.

LE GRAVI IRREGOLARITÀ’ AMMINISTRATIVE
Era stata la stessa direttrice del Dipartimento di Urbanistica di Roma Capitale, Cinzia ESPOSITO (ora a capo del Dipartimento Sport), a seguito di una moltitudine di esposti e segnalazioni inviate da LabUr, con protocollo QI/203214 del 30/11/2021, ad aver sancito l’esistenza di gravi irregolarità amministrative con presupposto di un danno erariale per non aver ottemperato, nella realizzazione dello skate park, alla destinazione urbanistica dell’area. Oggi invece, a distanza di pochi mesi, la Esposito ha autorizzato nello stesso impianto una serie di eventi pur non essendo intervenute modifiche strutturali o sanatorie amministrative.

L’INTERVENTO DI ALESSANDRO ONORATO
Ignorando tutto quanto sopra, l’11 e il 12 giugno si è tenuto presso lo skate park di Ostia il Campionato Italiano di Skateboard 2022 per la specialità Park, non Street, alla presenza del presidente del Municipio X, Mario Falconi, degli assessori Antonio CALIENDO e Valentina Prodon e di Alessandro ONORATO, “amico da trent’anni di William ZANCHELLI“, gestore dello skate park già coinvolto nell’incendio criminale del precedente impianto nel 2014, in quello dei giardini storici del lungomare nel 2015 e nello scandalo del villaggio sportivo XVillage nel 2021 sempre ad Ostia, chiuso per assenza di autorizzazioni e dove si è esibito Vincenzo ‘Niko’ Pandetta, rap-neomelodico nipote del boss di Cosa Nostra etnea Salvatore Cappello.
Resta pertanto il dubbio che lo skate park, dichiarato non conforme per eventi internazionali (contrariamente a quanto dichiarato dalla stessa FISR) e dimostratosi irregolare per destinazione urbanistica, sia soltanto una vetrina per i politici ostiensi locali, oggi ONORATO ieri FERRARA.

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COPX – RETE PER LA CONFERENZA DEI RIFIUTI MUNICIPIO X

283597886_132323319448455_5413009529280131275_nLa relazione integrale scritta da l’Associazione “Pio La Torre” e LabUr – Laboratorio di Urbanistica in occasione dell’incontro COPX – Rete per la Conferenza dei Rifiuti del Municipio X, tenutosi il 4 giugno 2022 ad Ostia presso la Palestra della Legalità.

COPX RELAZIONE FINALE

Segue l’estratto in formato testo relativo al MUNICIPIO X presentato da Paula de Jesus.Disponibili ai seguenti link il video di Andrea Schiavone, Presidente di LabUr (LINK1) e quello di presentazione di COPX (LINK2).

A Roma, l’effetto propulsivo delle modifiche organizzative introdotte nel 2012 sulla raccolta si è andato attenuando a partire dal 2016, anche a causa del rallentamento dell’estensione del metodo porta a porta tradizionale (PAP), non ovunque esportabile in condizioni di economicità. Per conseguire ulteriori aumenti di raccolta differenziata senza incorrere in costi proibitivi – con il supporto tecnico del Conai per la comunicazione, il ritiro e il riciclo degli imballaggi differenziati (Protocollo di intesa DGCa 2/2018) – nel corso del 2018 è stata applicata nel municipio VI e nel municipio X una raccolta organizzata secondo tre modelli, differenziati in base alle tipologie abitative delle utenze domestiche:

– domiciliare tradizionale (per utenze individuali o condominiali secondo la tipologia abitativa)

– cassonetti intelligenti (carta di riconoscimento per l’accesso e pesatura rifiuti conferiti dall’utente)

– domus ecologiche (spazi di raccolta dedicati a un’area definita cui possono accedere solo le relative

utenze)

Come si vede il Porta a Porta è abbastanza diffuso, ma rimane però esclusa tutta la popolazione di Ostia. A questo si deve aggiungere la particolarità dovuta al fatto che Ostia d’estate aumenta considerevolmente la popolazione, dovuta al flusso di turisti (giornalieri e non) e alle seconde case, la qual cosa fa crescere il livello di produzione di rifiuti, sia in tutta la filiera degli stabilimenti balneari, sia negli immobili del centro e rivieraschi. La conseguenza è che d’estate la percentuale di Raccolta Stradale cresce notevolmente.

PRINCIPALI CRITICITA’
PERSONALE: Con il subentro del porta a porta (PAP) il personale ama nel X Municipio come in altri di Roma risulta essere ai minimi termini in questione di unità. Con la legge di stabilità di Mario Monti l’azienda non ha potuto più assumere e tra licenziamenti, pensionamenti e messe a riposo, le unità lavorative in quasi tutte le zone sono sotto organico. La carta servizi della spazzatura è affidata ad AMA ma i servizi vengono annullati per mancanza di personale. La sotto zona, da circa 90 unità della 13C, è stata ridotta a poco più di 20 avendo trasferito gli operatori in sedi di confine con servizio PAP. Alla zona 13A di Piazza Bottero sono stati assegnati i territori della Longarina e Stagni oltre all’Infernetto. Il porta a porta ha la precedenza su tutto e a questo va ad aggiungersi la spazzatura del mercato che viene eseguita senza contemplare le vie limitrofe.

L’ex Amministratore delegato AMA, Lorenzo Bagnacani, insieme a Franco Carcassi tecnico specializzato in Pianificazione Strategica, prendendo spunto dal sistema di raccolta differenziata della città di Treviso, progettarono nel 2018 un “Sistema di Raccolta Intelligente” e specifico per Roma. Il nuovo sistema intelligente prevedeva l’implementazione della tecnologia RFID, consistente in un rilevatore installato sui mezzi di raccolta e un tag, fornito da CONAI inserito all’interno dei mastelli. Questa tecnologia avrebbe permesso ad AMA di efficientare il servizio ed evitare tutti i disservizi che ruotano attorno al servizio PAP sia lato utenza sia lato azienda. Il mezzo di raccolta infatti, leggendo a distanza il mastello associato al numero di utenza, sarebbe stato in grado di memorizzare dati utili tra i quali: la raccolta avvenuta, il peso del materiale raccolto, data e ora dell’avvenuta raccolta, restituendo dati precisi sulle abitudini di conferimento degli utenti. Il Progetto, dopo due anni di pianificazione, censimento (inclusi i non paganti Tari per evitare che conferissero agli angoli delle strade nei canali o in prossimità delle campane verdi e gialle), consegna mastelli e informativa, prevedeva anche l’utilizzo di “cassonetti intelligenti” utilizzabili con Codice Fiscale e includeva l’eliminazione dell’uso dei sacchi neri da parte dell’utenza e la creazione di Domus in aggiunta alla “stradale” e della “porta a porta”. Il Progetto non è rimasto nelle buone intenzioni, finito tra quelli che hanno fatto lievitare i costi senza restituire ai cittadini un beneficio tangibile a fronte degli investimenti sostenuti. Tale progetto infatti, avrebbe permesso ad AMA di iniziare ad applicare a partire dal 2021 la “Tariffa Puntuale” in modo quindi che l’utenza avrebbe potuto pagare la Ta.Ri. sul conferito effettivo e non sullo stimato, ottenendo di ritorno il beneficio aggiunto della riduzione delle utenze fantasma perché sarebbero state individuate al momento dell’avvenuta raccolta.

ISOLA ECOLOGICA DI ACILIA, DISERBO MECCANICO/CHIMICO E SPAZZAMENTO
Ad Agosto 2021 si registrava da mesi la chiusura pomeridiana dell’isola ecologica di Via Morelli ad Acilia, l’unica per altro presente su tutto il territorio dell’entroterra del Municipio X. La motivazione di tale disservizio era, ancora una volta, la mancanza di personale responsabile in turno che potesse presiedere sugli operatori in servizio. Questo ha causato un aumento del 25% delle discariche abusive di rifiuti ingombrante al lato delle strade dell’entroterra del Municipio X o in prossimità delle campane di vetro soprattutto nelle zone dove è stato implementato il PAP. Per altro ha causato anche un sovraccarico dell’isola ecologica di Ostia, che è entrata in sofferenza. Tutto l’entroterra del Municipio X soffre di gravi annose carenze sia sotto il profilo della spazzatura, sia per quanto riguarda il diserbo e il lavaggio strade, che non c’è mai stato a causa dell’assenza di un mezzo appropriato nella sede di Via dei Romagnoli. L’unico mezzo è presente per la sede che ricopre la zona da Ostia Antica a Bagnoletto, situato nella sede AMA di Piazza Quarto dei Mille (sottozona) ma non è utilizzabile in zona Romagnoli e comunque il suo impiego è limitato. Il mezzo infatti può uscire solo se a pieno organico, cosa che non avviene mai per carenza di personale in tutte le sedi. Per quanto riguarda la spazzatura e il diserbo assistiamo oramai da anni a marciapiedi e caditoie sommerse da erbacce e montagne di foglie. Il servizio è stato soppresso per dare precedenza in ordinario e in straordinario al porta a porta (PAP), sempre a causa della mancanza di personale e di ore disponibili in straordinario. La suddivisione territoriale del Municipio X da parte di AMA è incongruente. Un unico territorio è servito da due zone: una si occupa di PAP e l’altra di spazzatura e cestoni che non provvede ad effettuare per mancanza di personale e di visione manageriale.

 

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OSTIA, SPIAGGE LIBERE E SOCIETA’ FANTASMA

FB_IMG_1654015723348Le spiagge libere di Roma Capitale (d’Italia) finiscono in mano a società improvvisate, nate ieri, inattive, senza alcuna esperienza sulla carta ma con dietro accordi tra le parti ben costruiti da tempo. Società che all’ultimo secondo assumono bagnini, affittano lettini e ombrelloni e si attrezzano per la pulizia dell’arenile. Costi, sulla carta, enormi. E’ lo stesso Municipio Roma X ad ammetterlo avendo preferito rinunciare a gestire le spiagge libere (definite troppo costose) per ricorrere ad un bando per l’affidamento di 9 lotti lungo circa 2,5 km di Litorale. Un bando del 13 marzo, scaduto il 30 marzo e rinnovato il 6 aprile 2022, andato deserto per i lotti di Ostia Ponente poi rimessi a gara il 6 maggio successivo.

L’ultimo episodio di questa saga è del 27 maggio, a stagione balneare iniziata. Con determinazione dirigenziale n. CO/1192 il Lotto n.5, compreso tra Via dell’Idrovolante e lo Stabilimento “Aneme e Core” sul Lungomare Duca degli Abruzzi, è passato di mano. La “Gughi S.r.l.s. Unipersonale”, che aveva vinto l’11 maggio, ha rinunciato il 23 maggio all’assegnazione e così il Lotto 5 se lo è aggiudicato l’impresa individuale “Sheila Becattini”, con sede in via Costanzo Casana 147, iscritta alla Camera del Commercio il 31 marzo 2022, a bando già scaduto.
Tutto regolare per Roma Capitale.

Questa società, che prende il nome dalla 26enne titolare, è inattiva e dovrà dotarsi di tutto quanto necessario per garantire presso il Lotto 5 i servizi connessi alla balneazione per la stagione balneare 2022 (avendo però di fatto già perso un mese). L’unico provento arriverà dal noleggio ai bagnanti di ombrelloni e lettini che la “Sheila Becattini” noleggia a sua volta da un grande fornitore degli stabilimenti balneari. Un’operazione che avrebbe potuto fare allora il Municipio X che invece si è dichiarato incapace di condurre. Desumiamo che i 26enni di oggi abbiano più esperienza imprenditoriale della Pubblica Amministrazione della Capitale d’Italia o che dietro invece ci sia dell’altro.

E’ chiaro che il rischio d’impresa è altissimo ed è anche chiaro che una società appena costituita non fornisce a banche e finanziarie le dovute garanzie per il credito. E’ anche chiaro che dietro a queste operazioni ci sono personaggi che invece conoscono bene il loro mestiere pur non figurando direttamente nei documenti ufficiali. Dietro la rinunciataria “Gughi S.r.l.s. Unipersonale” c’era per esempio l’esperienza del ristorante “Gughi Beach” in via S. Paolo, 2 a Torvaianica. La Gughi si è ritirata.

Ricordiamo che l’attuale Lotto 5 era la spiaggia dove operava Roberto PERGOLA, nome noto della criminalità ostiense, a suo tempo chiamata ‘Social Beach’, introdotto, per inesperienza dei gestori del tempo, dal vicino stabilimento “Aneme e Core” del padre di Mauro BALINI (già patròn del porto di Ostia). Storie ascoltate nelle aule dei Tribunali al tempo della giunta PD di Andrea TASSONE e che non possono dunque esser passate inosservate a due dei suoi componenti, oggi come allora, Antonio CALIENDO e Giuseppe Sesa, Assessori nella giunta, sempre PD, di Mario FALCONI e aventi voce in capitolo sulla gestione delle spiagge.

Vedremo a fine stagione se, per rientrare dei costi, saranno stati organizzati eventi su queste spiagge, come accaduto all’XVillage sotto l’amministrazione 5S. Vedremo se tutto procederà come prevede la Legge. Rimane il fatto che le spiagge libere di Ostia, che rappresentano durante l’estate l’immagine dell’Amministrazione municipale e capitolina, sono date in mano a società fantasma e che ad Ostia, a gestirle direttamente, sono sempre gli stessi.

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OSTIA, COOP SOCIALI E USO URBANISTICO DELLE SPIAGGE LIBERE

Isla Bonita InfernettoIl 29 maggio l’Assessore alle Politiche Sociali della Giunta Gualtieri, Barbara Funari, verrà ad Ostia ad inaugurare la spiaggia libera “ex Spiaggetta” affidata alla coop. Isla Bonita, che l’ha gestita fino al 2014 (annus horribilis per il Municipio X) ai tempi in cui ne faceva parte Gianluca Cavino, oggi collaboratore della Funari. La spiaggia però presenta un grosso problema, come denunciato anche da Il Messaggero: le strutture della “ex Spiaggetta”, dopo le demolizioni per abusivismo delle altre presenti nel 2014, sono occupate da senza fissa dimora e pertanto i locali presenti sull’arenile non possono essere utilizzati per far partire la stagione balneare. Davvero incredibile che si ripeta quanto avvenuto con la manifestazione di interesse indetta dall’ex amministrazione guidata da Giuliana Di Pillo (M5S), attuale consigliere pentastellata al Municipio X, con l’ex Ufficio Tecnico, messo a gara pur essendo occupato da persone in stato di fragilità nonostante la legge lo vieti. Deduciamo dunque che per il 29 maggio prossimo sarà operato lo sgombero della spiaggia a stagione balneare ormai avviata. La Funari ha però espresso in passato più volte la sua posizione: “Lo sgombero è una pratica provvisoria e costosa è non risolve il problema”. Dove andranno queste persone? Quale politica si sta mettendo in campo? Non si sa. Così come rimane un mistero il fatto che la sede legale di Isla Bonita, sita in Via Giordano 95 all’Infernetto, sia la stessa sede di una società della Regione Lazio, la Lazio Crea SpA, un piccolo ufficio vuoto e pieno di bottiglie d’acqua, sempre chiuso. Ai tempi di Cavino la Coop. Sociale aveva la sua sede in Via Isole Samoa 15. In Via Giordano 95 c’era anche la sede, durante l’ultima campagna elettorale, di Sinistra Unita con Eugenio Bellomo, ex capogruppo sotto Andrea Tassone, uomo di fiducia del Presidente Mario Falconi e per questo scelto alla guida dell’Assessorato ai LL.PP. e Patrimonio, costretto a rinunciare all’incarico dopo le pressioni dei GD proprio a seguito della disputa su come gestire le spiagge del litorale romano. Ci auguriamo che la Funari non venga dunque semplicemente a tagliare il nastro, ma spieghi alla cittadinanza anche, e soprattutto, quale sia la politica che l’amministrazione capitolina vuole portare avanti circa l’ “uso sociale” di un bene pubblico come le spiagge libere per evitare che accada quanto avvenuto con l’ex Arca, spiaggia gestita dalla Caritas che ospitava nelle cabine i “senza dimora” che vivevano lì “senza dignità”. Sappiamo quanto la Funari sia vicina alla Sant’Egidio, avendoci collaborato per 30 anni, ma è ora di aprire una seria riflessione su questi ‘esperimenti sociali’ a cui viene sottoposto il Municipio X da anni. Un modello no-profit biopolitico e mercantilistico espressione di una evidente, quanto non auspicabile, abdicazione dello Stato e che Mafia Capitale ha mostrato plasticamente in tutta la sua fragilità. Un settore che soffre di patologie che se non costituiscono violazioni di legge rappresentano un modello di governance non accettabile sotto diversi profili, anche quello urbanistico.

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INFERNETTO – URBANISTICA CREATIVA, DA SCUOLA A DISCARICA

is eco infLa vicenda del Centro di Raccolta differenziata dei rifiuti all’Infernetto, a ridosso di una delle aree verdi meglio conservate e della strada più importante del quartiere, è il simbolo della mancata programmazione e attuazione urbanistica di Roma Capitale e della continua rincorsa emergenziale del problema dei rifiuti.
Con Determinazione Dirigenziale n.rep. QL/1716/2019 del 27/12/2019 il Dipartimento Tutela Ambientale – Direzione Rifiuti ha approvato il progetto per il Centro di Raccolta AMA S.p.A. in via E. Wolf Ferrari, rientrante nel “Piano operativo per la riduzione e la gestione dei materiali post-consumo di Roma Capitale” (2017-2021). Tra le aree scelte per la raccolta differenziata è inclusa anche l’area del Centro di Raccolta all’Infernetto, di proprietà di Roma Capitale, censita al catasto al Foglio 1151 particelle 2571p, 2572p, 4383p (3.500 mq). Il progetto ha ricevuto i pareri favorevoli (alcuni con lievi prescrizioni) di ben 12 uffici: 4 della Regione Lazio, 4 di Roma Capitale, 2 dell’ASL, più ARETI e il Ministero dei Beni Culturali. Tutto apposto? No.
Come si legge nella determinazione dirigenziale citata, nessun parere è stato espresso circa gli aspetti relativi alle emissioni in atmosfera connessi al ciclo dei rifiuti, la coerenza del progetto con quanto prescritto dal Regolamento Viario di Roma Capitale, gli aspetti riguardanti la gestione delle acque reflue, il rilascio del nulla osta acustico ambientale, gli aspetti riguardanti la gestione di eventuali rifiuti inerti prodotti nella realizzazione del centro e gli aspetti relativi alla tutela della vegetazione esistente. A leggerlo così, praticamente un disastro ambientale annunciato, proprio laddove doveva sorgere una scuola e servizi per il benessere della collettività. Tutto viene rimandato genericamente al rispetto della normativa vigente, dimenticando che in Italia i controlli non funzionano.

Nella determina si critica chiaramente la posizione non baricentrica rispetto all’utenza servita del Centro di Raccolta. Nonostante ciò si è deciso di proseguire per mere motivazioni propagandistico-elettorali. Grave infine il parere urbanistico di Roma Capitale: si può sacrificare la destinazione d’uso dell’area (scuola materna, servizi assistenziali) perché sono “tipologie descrittive e non prescrittive”. Quindi, quando nel 1992 (30 anni fa) si decise di rendere vivibile l’Infernetto (sorto abusivamente) prevedendo scuole e servizi per il quartiere, si stava scherzando evidentemente. Le destinazioni urbanistiche delle aree trattate come carne da porco per i consensi del momento e gli affari di pochi. Nell’area in questione (che ha ricevuto i soldi presi dalle tasche dei cittadini con la finalità di costruire scuole e servizi, mai realizzati) sorgerà un bel centro per poter gestire il problema della raccolta dei rifiuti da parte del Comune di Roma. Comune che mentre sottrae aree destinate a scuola, in nome dell’economia circolare come mera declamazione da parata, nel Municipio X potenzia il tritovagliatore, pianifica di realizzare un biodigestore e di costruire un termovalorizzatore in nome di un’eterna emergenza causata dalle stesse amministrazioni. Nel mentre continua ad usare illecitamente un’area demaniale sul Lungomare per il trasbordo dei rifiuti da parte dei privati (LINK). Una visione schizofrenica della gestione della ‘monnezza’ in cui l’unica ‘economia’ che viene favorita è quella privata. Le diseconomie invece le paga il pubblico, cioè i cittadini, beffati due volte.

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INFERNETTO, LOMBRICHI E LUMACHE SULL’ESSELUNGA

IMG-20220511-WA0034Come LabUr, possiamo vantarci di aver bloccato 10 anni fa lo scellerato progetto del centro commerciale Esselunga all’Infernetto in zona a rischio idraulico, un progetto talmente invasivo che necessitava, per raggiungerlo, di un complesso reticolo viario composto da sottopassi e rotatorie nel terreno a destra della via Cristoforo Colombo procedendo verso Ostia, dopo l’incrocio con via Canale della Lingua (dietro la stazione di servizio IP), confinante con l’area espositiva “Priolo Store”.

Di recente se n’è tornato a parlare con conseguenti smentite da parte del Municipio Roma X. Nel frattempo però sul Esselungaterreno di 16 ettari sopra citato, visibile da chiunque, è sorta una enorme discarica di sfalci e potature, sono stati realizzati sedicenti ‘orti urbani’ (espressione impropria visto che l’area non è di proprietà del Comune e sono regolamentati per legge) e si è organizzata la vendita al dettaglio di uova fresche, fave, ortaggi e pollame. Il terreno risulta essere intestato a C.M., un signore di Ceccano (FR) che da poco ha compiuto 99 anni (classe 1923).

Le attività lì svolte sono invece condotte dall’Azienda Agricola Castel Fusano, regolarmente iscritta dal 2020 alla Camera del Commercio e con sede legale in via del Canale della Lingua 130, intestata a Leonardo PATRIZI, figlio di Claudio famoso fotografo di Casal Palocco.
Da notare che l’azienda ha come attività prevalente quella dell’allevamento di ‘lombrichi e lumache’ nonché di coltivazione di foraggio ed erba medica, non avendo più la qualifica di coltivatore diretto. Invece ci sono galline, pecore e capre.

A livello urbanistico è molto strano che un’area inserita dal 2002 nei famigerati “Patti territoriali di Ostia” voluti dalla Regione Lazio sia stata rilasciata libera: ciò vorrebbe dire che la proposta 9D/1 della Lazio Consulting srl (cioè la realizzazione del megastore Esselunga) è stata del tutto dichiarata ‘non ammissibile’. L’Assessore municipale alle Attività Produttive, Antonio CALIENDO (PD), e il Presidente della Commissione Urbanistica, Marco BELMONTE (PD), non hanno risposte in merito. Neppure l’Assessore all’Ambiente, Valentina PRODON (PD), reputa anomalo l’insediamento dell’Azienda Agricola Castel Fusano in quell’area, a ridosso della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Resta il fatto che il Codice ATECO in possesso dell’azienda (cod. 1.49.9) esclude l’allevamento di pollame così come anche la vendita sfusa di uova che è regolamentata da altra normativa, particolarmente stringente a seguito del recente focolaio di aviaria a Roma. Lo stesso dicasi per la discarica del verde, che ha un triste precedente a Casal Palocco riconducibile a Sesto CORVINI, l’imprenditore ucciso nel 2013 con un colpo di pistola in bocca.

Insomma da un megacentro commerciale, tra rotatorie, svincoli e sottopassi, si è passati al contadino fai da te, all’orto di guerra, nel totale disinteresse della pubblica amministrazione e forse in completa assenza di controlli.

 

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OSTIA, SPIAGGE LIBERE PONENTE: ESPOSTO REGOLARITA’ AFFIDAMENTO

esposto spiagge libere ostia ponenteESPOSTO

ROMA CAPITALE
Municipio Roma X
protocollo.municipioroma10@pec.comune.roma.it, carla.scarfagna@comune.roma.it, marcello.visca@comune.roma.it, rosa.rugari@comune.roma.it, antonio.caliendo@comune.roma.it, raffaele.biondo@comune.roma.it
Segretariato (Trasparenza e Anticorruzione)
protocollo.segretariato@pec.comune.roma.it, marialuigia.sabato@comune.roma.it

ANAC
protocollo@pec.anticorruzione.it, upag@anticorruzione.it, uis@anticorruzione.it, upvs@anticorruzione.it, uvla@anticorruzione.it

p.c.
COMMISSARIATO ROMA LIDO
comm.lidodiroma.rm@pecps.poliziadistato.it

Roma, 11 maggio 2022
Oggetto: affidamento servizi spiagge libere di Ostia Ponente (stagione balneare 2022)

LabUr (Laboratorio di Urbanistica, www.labur.eu), portatore di un interesse collettivo,

PREMESSO
– che il Municipio Roma X, con Determinazione Dirigenziale Rep. CO/521 dell’11.03.2022 (prot. CO/26869/2022), ha indetto una procedura aperta per l’affidamento dei servizi connessi alla balneazione per la stagione balneare 2022 (dal 01.05.2022 al 30.09.2022) relativamente ad alcune spiagge libere suddivise in 9 lotti.
– che sono stati aggiudicati definitivamente solo 4 lotti ed invece i restanti 5 lotti (tutti delle spiagge di Ostia Ponente) sono andati deserti
– che il Municipio Roma X, con nuova Determinazione Dirigenziale Rep. CO/984 del 06/05/2022 (prot. CO/53498/2022) ha avviato una procedura negoziata ai sensi dell’articolo 63, comma 2, del D.Lgs. n. 50/2016 e ss.mm.ii. per l’affidamento degli stessi servizi sui 5 lotti andati deserti.

CHIEDE
di verificare se l’applicazione del combinato degli artt. 63 (Uso della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara) e 125 (Uso della procedura negoziata senza previa indizione di gara), sia regolare quando applicato solo parzialmente a una procedura aperta e cioè se i lotti di una procedura aperta possano rappresentare singolarmente procedure aperte distinte dalla procedura madre e quindi favorire un meccanismo di condizionamento nel criterio di affidamento di un appalto pubblico.

p.s. – si resta disponibili a fornire ogni documentazione necessaria

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